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Essere vs. stare…ancora

 

essere-stareLivello: intermedio –  intermediate – intermédiaire

 

Il verbo stare è usato spesso al posto del verbo essere, soprattutto in frasi che esprimono il comportamento o lo stato d’animo di una persona: «Sto sulle spine», oppure in frasi che contengono un ordine: «Stia zitto!», «Sta’ seduto», o in frasi fatte: «Se le cose stanno così…» In questi casi l’uso di stare al posto di essere è legittimo e corretto; in altri casi i due verbi non sono intercambiabili: non si può dire o scrivere «Sto a casa», «Sta assente», «Il lavoro sta fatto bene».

 


L’abitudine di sostituire stare a essere è  originario del Sud Italia; per questo carattere di accentuata regionalità va evitata negli usi ufficiali e formali. 

 

Nel senso di «trovarsi in un  luogo specifico», riferito a oggetti, c’è tra i due verbi una  piccola sfumatura: “essere” esprime la collocazione con riferimento al momento dell’enunciazione, mentre stare denota la collocazione abituale; si confrontino queste due frasi:

 

(1) I tovaglioli sono nel secondo cassetto a destra del frigo  [indico dove sono ora, non necessariamente di solito].
(2) I tovaglioli stanno nel secondo cassetto a destra del frigo [indico dove si trovano  normalmente].

 

Se ci si riferisce a persone, il verbo stare, nell’uso moderno neutro — diversi, in parte, gli usi passati —, ha generalmente il senso di «soggiornare», «risiedere», le condizioni di salute. Poi ci sono le espressioni idiomatiche, ovviamente, inalterabili.